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Come crearsi il proprio Cloud cifrato con Tomb e SSHFS

Questo HowTo va letto con la consapevolezza che il concetto di cloud (avere i propri file sparsi per la rete) va nella direzione opposta alla sicurezza. Nonostante questo HowTo renda i tentativi di “farsi gli affari nostri” molto difficili, evitare di spargere in giro i nostri dati è sicuramente la soluzione migliore.

Da un po di tempo ero alla ricerca di una soluzione che mi permettesse di avere a disposizione alcuni dei miei file tra diversi PC senza però dovermi affidare all’uso di servizi commmerciali come DropBox o UbuntuONE.

Innanzitutto per una limitazione tecnica di queste soluzioni:
entrambi i servizi si basano sulla sincronizzazione di una cartella locale del PC su un server remoto (senza gestione dei delta) e questo se si parla di un file “contenitore” cifrato si traduce in una sua completa ri-sincronizzazione ad ogni seppur minima modifica degli elementi contenuti al suo interno (potete immaginare quanto sia scomoda una soluzione del genere se il file “contenitore” cifrato è grande qualche GigaByte).
Di conseguenza utilizzare in maniera sicura questi servizi diventa molto scomdo e non resta quindi che scartare l’ipotesi di una cifratura controllata da noi ed affidarsi all’onestà dei gestori.
Come si dice: fidarsi è bene ma non fidarsi è molto meglio, soprattutto se ad essere in ballo sono i nostri dati personali, la nostra privacy o la nostra sicurezza.

A supporto di una soluzione cloud sicura “fatta in casa” (di cui abbiamo il completo controllo) possiamo utilizzare programmi completamente open-sources e free.
Oltre ad un server remoto da utilizzare come storage dei nostri dati, avremmo quindi bisogno di:

  1. Tomb
  2. openssh
  3. sshfs

Tomb permette di creare dei file contenitori cifrati con AES-256, inoltre contiene interessanti feature per la gestione della chiave segreta come:

  • la possibilità di salvarla in una pendrive usb,
  • la possibilità di proteggerla attraverso la tecnica della steganografia all’interno di un’immagine]

A queto punto, dopo aver installato sul nostro PC tomb e sshfs, passiamo alla creazione della tomba sul nostro PC.
NB: anche se “scomodo” (soprattuto per file di grandi dimensioni) è importate creare la tomba sul nostro PC e successivamente spostarla sul server (soprattutto se il server che pensiamo di utilizzare è condiviso e non ha la partizione swap cifrata).

Il comando per la creazione della tomba è il seguente:

$ tomb-open
Invalid number of options.
[*] Tomb – simple commandline tool for encrypted storage
. version 1.2 (Nov/2011) by Jaromil @ dyne.org

[*] Guided creation of a new Tomb

A Tomb is a special folder that keeps files safe using a password:
it makes use of strong encryption and helps you keep the keys on a
separate USB storage for safer transports.

Inside a Tomb you can store private informations without fear that
other people possessing it will discover your secrets, unless they
have your USB key and your password.

If you choose to proceed now, we’ll guide you through the creation
of a new Tomb.

If you will, I’ll be your Crypto Undertaker.

Do you want to proceed, Master? (y/n) y

[*] Please type in the name for your new tomb file:
> test

[*] How big you want the Tomb to be?
. Type a size number in Megabytes:
> 500

A questo punto inserire la propria password e successivamente scegliere la passphrase della tomba.
Terminata la creazione della tomba, la carichiamo sul server utilizzando scp in questo modo:

scp -P PORT /home/user/test.tomb user@IP.IP.IP.IP:/home/user/cloud

Al termine dell’operazione, montiamo la cartella remota attraverso sshfs in questo modo:

sshfs -o allow_root user@IP.IP.IP.IP:/home/user/cloud /home/user/cloud

Se non dovesse funzionare controllare che all’interno del file di confurazione /etc/fuse.conf sia decommentata la seguente entry:

# Allow non-root users to specify the ‘allow_other’ or ‘allow_root’
# mount options.
#
user_allow_other

L’utilizzo di sshfs ci garantisce il transito dei dati tra il nostro server e noi avvenga in maniera cifrata.

A questo punto apriamo la tomba in questo modo:

$ tomb –ignore-swap open /home/user/cloud/test.tomb -k /home/user/test.tomb.key

La tomba si monta automaticamente dentro /mount/test.tomb/.
Tenete presente che la tomba inizia a sincronizzare gli elementi al suo interno al momento della chiusura, ovvero quando si lancia il seguente comando:

$ tomb close

Considerate che l’esecuzione del comando non sarà immediata e dipenderà dalla dimensione dei file caricati e dalla velocità in upload della vostra connessione. Mettetevi comodi ed aspettate.

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TAILS 0.7.2

An update to the fully anonymous operating system, TAILS, is now available. Version 0.7.2 includes notable user-visible changes include:

Iceweasel
- Disable Torbutton’s external application launch warning. … which advises using Tails. Tails is running Tails.
- FoxyProxy: install from Debian instead of the older one we previously shipped.

Software
- Upgrade Linux kernel to Debian’s 2.6.32-34squeeze1: fixes tons of bugs, closes a few security holes at well.
- haveged: install an official Debian backport instead of a custom backport.
o unrar: install the version from Debian’s non-free repository. Users report unrar-free does not work well enough.

Plus the usual bunch of minor bug reports and improvements. It can be downloaded from here or via bittorrent to save everyone some bandwidth.

The fully detailed changelog can be found here

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The Story of Linux: Commemorating 20 Years of the Linux Operating System

incorporato da Embedded Video

YouTube Direkt

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Linux: Autenticazione con le impronte digitali

Da una segnalazione di OssBlog:

Fingerprint GUI è composto da una serie di strumenti grafici che consentono di utilizzare scanner di impronte digitali all’interno dei sistemi Linux. Con fingerprintGUI sarà possibile registrare i dati delle impronte digitali e quindi controllare l’effettiva corrispondenza durante i successivi controlli. Utilizzando il modulo PAM libpam_fingerprint.so sarà anche possibile aggiungere la richiesta dell’impronta digitale per il login.

Vediamo ora come installare e configurare Fingerprint GUI su Ubuntu 10.04 LTS.

Innanzi tutto aggiungiamo i PPA con questo comando:

sudo add-apt-repository ppa:fingerprint/fingerprint-gui
sudo apt-get update

Installiamo Fingerprint GUI e le dipendenze

sudo apt-get install fingerprint-gui policykit-1-fingerprint-gui

A questo punto se il nostro lettore è supportato dal progetto fPrint non dobbiamo fare altro.

Se non lo è siamo costretti ad installare un’ulteriore libreria proprietaria contenente i driver necessaria installando questo ulteriore pacchetto:

sudo apt-get install libbsapi

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Make me a sandwich


fonte: http://xkcd.com/149/

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Installare Transmission Remote CLI su Ubuntu 10.04 LTS

Come potete capire dallo screenshot Transmission Remote CLI è un programma scritto in python che permette di gestire transmission da riga di comando.

Questo il sito del progetto che l’ha sviluppato. L’installazione su Ubuntu è molto semplice.

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Caricare IOS su router Cisco con Tftp

Brevemente le istruzioni per caricare un’immagine IOS con nuove feature su un router Cisco (ad esempio una k9 che ha funzionalità relative la sicurezza) utilizzando Linux (ricordatevi di verificare la compatibilita della nuova IOS con il router a vostra disposizione).

Innanzitutto è necessario installare un server tftp sulla nostra distro linux. In questo caso con Ubuntu 10.04 LTS basta installare TFTPD lanciando questo comando:

sudo apt-get install tftp-hpa tftpd-hpa

Di default la directory dove andremo a copiare l’IOS da caricare sul server è /var/lib/tftpboot.  Per rendere tutto funzionante, dobbiamo prima creare la directory, e modificarne proprietario, gruppo e permessi in questo modo:

sudo mkdir /var/lib/tftpboot
sudo chown nobody.nogroup /var/lib/tftpboot
sudo chmod 777 /var/lib/tftpboot

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