This is not a democracy! Parola di Shutterworth.

A mio parere tutta la polemica sulla posizione a sinistra dei tasti nelle finestre di Ubuntu 10, è una grande boiata.

Passare settimane a polemizzare su quale sia la posizione migliore per i tasti delle finestre, non solo è una perdita di tempo, ma è anche da dementi visto e considerato che basta UN SOLO COMANDO per ripristinare la posizione dei tasti a destra.

A volte ho il dubbio che qualcun* dimentichi che Linux permetta di essere manipolato dall’utente che lo utilizza.

Quindi non capisco veramente che senso abbia discuterne più del tempo che ci si impiega per risolvere il “problema”, meno di un minuto:

:~$ gconftool-2 –set /apps/metacity/general/button_layout –type string “menu:minimize,maximize,close”

Quello che invece mi interessa veramente di tutta questa faccenda è quello che è riuscita ad esplicitare, se mai ce ne fosse stato bisogno.

“You can file bugs and comment, and engage, but you don’t get to second-guess their decisions.” Mark Shutterworth

Con questa frase, il fondatore di Ubuntu ha zittito quanti sul sito di launchpad.net, avevano criticato la scelta di inserire i tasti a sinistra, segnalandolo addirittura come un bug.

Tra l’indignazione di parte della comunità, e l’addio stizzito di qualcuno, la questione sembra essersi risolta con una prova di forza di Shutterworth che ha liquidato le polemiche con un’ultima frase lapidaria:

“No. This is not a democracy. Good feedback, good data, are welcome. But we are not voting on design decisions.”

Mi chiedo, cosa vi aspettavate?

Non è un mistero che ubuntu non venga sviluppato in maniera orizzontale. Ubuntu è un progetto finanziato da Canonical, che sceglie arbitrariamente il team di sviluppatori, indipendentemente da ciò che pensa la comunità di utenti, i quali devono limtarsi a segnalare bug interfacciandosi con la piattaforma launchpad.net.

Allora mi chiedo, se il progetto è organizzato in questo modo e tutto questo non è assolutamente un mistero, vi meravigliate se poi questo team voglia anche prendere delle decisioni indipendentemente da quello che pensa la comunità?

A differenza di Ubuntu, altre distribuzioni sono nate con un approccio decisamente diverso, è il caso di Debian.

L’organizzazione di questo progetto è radicalmente differente. Non esiste una struttura gerarchica né ruoli dirigenziali, L’unico ruolo “di comando” è quello di Debian Project Leader, formalmente a capo del progetto, che viene eletto con mandato annuale; ma anche questo incarico è principalmente rappresentativo e di coordinamento e i suoi poteri effettivi sono limitati. Tutte le decisioni più importanti vengono prese a maggioranza dai Debian Developer, cioè i membri ufficiali del progetto (attualmente sono circa 1000), tramite votazione.

Le discussioni interne al progetto si svolgono generalmente sulle numerose mailing list di Debian, ognuna dedicata a uno specifico argomento. Non sono infrequenti discussioni accese e talvolta veri e propri litigi. Alcuni ne ricavano l’impressione che il tasso di conflittualità all’interno del progetto sia molto alto; altri replicano che in altri progetti vi è presumibilmente un tasso ancora più alto, ma non viene percepito all’esterno perché le discussioni non sono pubbliche.

E se tutto questo non bastasse:

Il Progetto Debian si distingue da tutti gli altri per la sua peculiare forma di organizzazione. La sua struttura infatti si ispira a quella di una vera e propria società democratica, tanto che il documento che stabilisce le regole interne al progetto è chiamato Costituzione Debian. Un altro importante documento è il Contratto Sociale che esprime l’impegno del progetto in favore del software libero e dei suoi utenti.

Tutti i partecipanti al progetto sono volontari e non esiste un’azienda di riferimento che lo finanzi; tutte le spese sono pagate dalle donazioni raccolte attraverso “Software in the Public Interest” (SPI Inc.), una organizzazione non-profit per i progetti di software libero. Debian è quindi considerata da molti come la sola tra le maggiori distribuzioni di Linux ad essere libera da interessi commerciali.

Direi che sono evidenti le differenze. O no?

Perchè allora pretendere da Ubutnu di essere quello che non è? E’ sufficiente passare a Debian

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